adr inghilterra

Nella foto: Royal Courts of Justice – London

L’alternativa al procedimento giudiziario per risolvere le controversie nasce e si sviluppa negli anni 70 del secolo scorso nei paesi di lingua e cultura Anglosassone, Inghilterra e Stati Uniti in testa.

Nei paesi di cultura latina, come l’Italia, in cui il tasso di litigiosità è molto alto e che sono legati culturalmente al processo, invece, si arriva a parlare concretamente di ADR solo nel 2010. In precedenza si annovera solo qualche timido tentativo del legislatore, con strumenti che non hanno portato alcun risultato di rilievo.

Negli Stati Uniti e in Inghilterra, all’interno delle università, si dibatte sul processo in cui c’è un soggetto terzo, il Giudice, il quale dirige il dibattimento e in cui la scena è calcata non dai diretti interessati (le parti), bensì dai loro avvocati. La decisione vincolante del Giudice ha diretta influenza sugli attori. Il processo sottrae alle parti il conflitto e le relega a subire la decisione dell’autorità. Se ciò ha un senso nel processo penale, per le controversie civili si comincia a pensare a strumenti alternativi, meno costosi, meno farraginosi, più celeri e quindi accessibili a tutti gli strati sociali. Questi strumenti, a differenza del processo, si debbono basare sul consenso delle parti, che devono tornare ad essere protagoniste del conflitto.

Dalle università, limitando l’esame alla sola Inghilterra, il dibattito si sposta nelle aule del Parlamento che, negli anni 90, emana un pacchetto di norme sui sistemi alternativi al procedimento avanti al giudice. Analizzandoli, vediamo come poi, il legislatore italiano li abbia fatti propri.

Come in Italia, in Inghilterra esiste l’Istituto dell’Arbitrato in cui un terzo imparziale, scelto dalle parti, emette un lodo che è vincolante; il provvedimento è appellabile per parzialità dell’Arbitro; viene, di regola, utilizzato e inserito, come in Italia, nelle clausole contrattuali.

Gli Arbitri sono scelti dalle parti o da associazioni di categoria, tra persone particolarmente esperte di un determinato settore (ad esempio le controversie in materia di viaggi e turismo o quelle automobilistiche).

La decisione si basa sulle norme, sulla pratica o sul buon senso.

L’Adjudication è una procedura in cui ad un soggetto terzo imparziale, esperto della materia di cui si dibatte, viene posto un quesito tecnico a cui seguirà una decisione tecnica sullo specifico punto. Vi si ricorre in attesa di una decisione giudiziale, al fine di non interrompere i lavori (è una ADR utilizzata nelle opere di ingegneria e costruzione).

Non vi è una procedura equivalente in Italia, salvo, forse, la Consulenza Tecnica d’Ufficio o l’Accertamento Tecnico Preventivo. Nel nostro ordinamento però sono procedimenti delegati dal Giudice ad un tecnico e che solo marginalmente possono portare alla bonaria composizione del conflitto.

La Consulenza Tecnica d’Ufficio è uno strumento interno al processo con la quale il Giudice si rivolge ad un ausiliario qualificato ed iscritto ad un apposito albo per ottenere chiarezza sulla questione oggetto del processo ai fini della decisione. Il CTU (Consulente Tecnico d’Ufficio) può anche provare a far trovare un accordo alle parti.

Nell’Accertamento Tecnico Preventivo, una parte richiede al Giudice (siamo sempre all’interno del processo) la nomina di un consulente, il quale cristallizzi un determinato stato. Questa consulenza qualificata può essere utilizzata in un successivo procedimento o per trovare un accordo in sede di negoziazione.

Le differenze tra gli Istituti nei due ordinamenti sono evidenti: l’Adjudication si sviluppa fuori dalle aule di Giustizia, anche parallelamente al processo mentre ATP E CTU nascono nel processo e qui si esauriscono aiutando il Giudice nella decisione.

L’ordinamento inglese conosce lo strumento della Negoziazione, recentemente introdotto nel nostro sistema delle ADR. Con questa procedura, attivabile in qualsiasi momento, anche durante una causa e fino a prima della decisione del Giudice, gli avvocati agiscono e operano nell’interesse dei clienti al fine di risolvere la controversia. Come in Italia, la Negoziazione può essere utilizzata in qualsiasi controversia e manca la figura del terzo, che sia Mediatore, Arbitro o Giudice. Sono gli avvocati che trattano, negoziando e cercando di ottenere il miglior risultato per il loro assistito.

L’Evaluation è, invece, uno strumento di risoluzione alternativo al processo, che non ha un equivalente nel mondo ADR italiano. Si tratta di una procedura in cui un terzo, nominato dalle parti, rende un parere obiettivo su una particolare questione di diritto o fornisce un chiarimento su una determinata questione tecnica.

Di regola l’Evaluation non è, salvo accordo diverso, vincolante ma è una procedura informale che può anche permettere una soluzione totale o parziale della controversia, evitando la causa o accorciandone i tempi.  Il terzo nominato non partecipa al giudizio.

Nel prossimo articolo parleremo di Mediazione Familiare e Mediazione Civile.

 

(Articolo a cura del Dott. Paolo Tundo Responsabile di sede AR Net di Bracciano) 

 

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