Accordo di mediazione: esecuzione, autenticazione e trascrizione

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L’accordo raggiunto in mediazione è un contratto tra le parti, espressione della volontà contrattuale delle  stesse.  Di conseguenza non deve essere sottoscritto anche dal mediatore.

La sottoscrizione da parte dei legali delle parti, invece, è necessaria per attribuire all’accordo l’efficacia di titolo esecutivo.

Se infatti manca la firma di uno o di entrambi gli avvocati, l’accordo ha il medesimo valore di una qualsiasi scrittura privata fra le parti, per cui, in caso di inadempimento di una delle parti, l’altra dovrà formulare un’apposita istanza al Presidente del Tribunale competente al fine di richiedere l’omologa, così come previsto dall’art 12 del Dlgs 28/10.  Solo dopo aver ottenuto l’omologa, potrà agire per chiedere l’esecuzione forzata dell’obbligazione contenuta nell’accordo, previa notifica del precetto ai sensi dell’art 480 c.p.c.

Se invece entrambi gli avvocati hanno sottoscritto l’accordo, in caso di inadempimento di una parte, l’altra non dovrà rivolgersi al Presidente del Tribunale per ottenere l’omologa, ma potrà procedere direttamente con l’esecuzione, sempre previa notifica dell’atto di precetto. Ciò perché non è più necessario alcun controllo da parte di un terzo, quale quello che verrebbe esercitato dal Presidente del Tribunale in fase di omologazione, dal momento che la firma dei legali attesta già la conformità dell’accordo sottoscritto alle norme imperative di legge, all’ordine pubblico ed al buon costume.

Secondo l’orientamento maggioritario in giurisprudenza, corroborato anche dal parere n.° 101695 del 30.03.2009 dell’Avvocatura di Stato, in base all’interpretazione sistematica degli artt. 474 e 475 c.p.c., una volta che il titolo esecutivo si è formato, a seguito di omologazione o di sottoscrizione da parte degli avvocati, non è altresì necessario che al titolo stesso si apponga la c.d. “Formula esecutiva”.

Tuttavia, ai sensi dell’art 5 comma IV bis del D.L.n° 132/14 convertito in L. 162/14, l’accordo  raggiunto in mediazione deve essere integralmente trascritto nel precetto ai sensi dell’art 480, II comma, c.p.c. Il precetto poi deve essere notificato unitamente (o essere preceduto dalla notifica del) all’accordo di mediazione ed al verbale di mediazione in originale.

L’omologazione o la sottoscrizione degli avvocati incide quindi sulla capacità dell’accordo di essere posto in esecuzione.

Ma cosa bisogna fare se con l’accordo devono essere trasferiti beni immobili?

In tal caso, alla sottoscrizione dei legali si deve affiancare l’autenticazione da parte di un notaio e successivamente la trascrizione dell’accordo nei pubblici registri.

Tralasciando, per necessità di sintesi, tutte le questioni giuridiche sulla possibilità o meno di trascrivere gli accordi raggiunti in mediazione, possiamo affermare che oggi la trascrizione degli stessi è pienamente riconosciuta.

Infatti l’art 2643 n°.12 bis c.p.c espressamente legittima la trascrizione degli accordi di mediazione in materia di usucapione. Mentre la giurisprudenza è concorde nell’affermare che le norme sulla mediazione, succedutesi nel tempo, hanno sancito il principio generale secondo il quale l’accordo di mediazione avente ad oggetto trasferimenti di beni immobili può essere trascritto.

Ciò in quanto, così come precisato nella sentenza emessa dal Tribunale di Roma, Sez V, del 4-17/11/2015, l’accordo di mediazione non è un tipo contrattuale a sé stante, ma solo l’involucro esterno, l’occasione in cui viene concluso il contratto, il quale conserva perciò la tipologia che gli è propria e non si trasforma, solo perché stipulato in sede di mediazione, in qualcos’altro, con la sola particolarità che, ai fini della sua trascrizione, è espressamente richiesta l’autenticazione delle sottoscrizioni da parte di un notaio, ai fini della verifica della conformità del contenuto dell’atto alle prescrizioni di legge (sulla necessità dell’intervento del notaio, si richiama il decreto di questo Tribunale del 3.6.2016, proc. n. 115172015 R.G.V.).”

Riassumendo, quindi, gli avvocati attestano la conformità dell’accordo a norme imperative di legge, all’ordine pubblico e al buon costume, dunque conferiscono al contratto efficacia esecutiva. Il notaio, invece, attesta la validità dell’accordo, ossia che l’immobile oggetto di trasferimento non sia abusivo. Pertanto procederà in primo luogo ad una verifica ipocatastale dello stesso, ed in secondo luogo alla sua trascrizione nei pubblici registri.

Articolo a cura dell’avv. Federica Di Fabio, Mediatore AR Net

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