Si è tornato a parlare di mediazione in Senato. Il giorno 11 gennaio ultimo scorso, infatti, è stato approvato il ddl (disegno di legge) 2224, recante “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie” che traccia i nuovi profili di responsabilità professionale e penale dei medici.

Il ddl stabilisce –  per la prima – che si tratta di una responsabilità di tipo extracontrattuale (ed è quindi onere del paziente dimostrare la colpa del medico sull’eventuale danno procurato) e – per la seconda – che il medico non è punibile penalmente nel caso in cui abbia rispettato le linee guida definite dalla legge o le buone pratiche clinico-assistenziali.

Nelle votazioni il disegno di legge ha ottenuto l’approvazione con 168 voti favorevoli, 8 contrari e 35 astenuti. Il testo dovrà ora tornare a Montecitorio per l’approvazione definitiva. Nell’ambito di queste votazioni a Palazzo Madama è stato approvato l’emendamento 8206 che conferma la possibilità di svolgere la mediazione obbligatoria nei casi in questione, dopo che in un primo momento sembrava dovesse essere abrogata.

E’ superata quindi la fase in cui si era ipotizzato l’utilizzo esclusivamente dell’Accertamento Tecnico Preventivo (ATP) come strumento per evitare il contenzioso. L’ATP del resto è si uno strumento conciliativo ma sempre inserito in una dinamica processuale che ha già visto l’interessamento del Giudice.

Ai cittadini viene, invece,  in questo modo, lasciata la possibilità di ricorrere ad un mediatore come soggetto idoneo ad aiutare le parti a superare le divergenze e a trovare una via negoziale per la soluzione del conflitto. A ben vedere lo strumento è assolutamente funzionale anche la dove  –  prima ancora di individuare quale possa essere l’equa e condivisa somma “ristoratrice” che trova l’accordo delle parti – serva individuare l’esistenza di profili di responsabilità. La mediazione infatti prevede nel suo procedimento l’utilizzo della consulenza tecnica. Svolta questa, quindi, e delineati eventuali profili di responsabilità resta ampio spazio al mediatore per dispiegare la sua opera conciliativa.

Come ha più volte sottolineato il senatore d’Ambrosio Lettieri, che ha proposto l’emendamento approvato, la mediazione in responsabilità medica e sanitaria è particolarmente utile soprattutto laddove la struttura ospedaliera non è assicurata oppure quando il contenzioso riguarda sinistri sotto la soglia della franchigia e quindi a gestione diretta. In questo caso le Asl sarebbero eventualmente costrette a risarcire di tasca propria e quindi hanno sicuramente interesse a partecipare al tavolo della trattativa e del confronto al fine di trovare una soluzione condivisa. La mediazione risulta quindi essere uno strumento agile e funzionale e soprattutto vantaggioso per il paziente.

Le mediazioni in materia di responsabilità medica e sanitaria rappresentano il 6,6% delle mediazioni svolte in Italia. Siamo certi che con la conferma del ddl questo valore è destinato ad incrementarsi.

Francesco Romano Iannuzzi (coordinatore nazionale della mediazione AR Net)
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