In un momento in cui la maggior parte della gente si improvvisa sui social medico, virologo, economista e grande esperto di pandemie e disastri mondiali io, con estrema umiltà e piena consapevolezza dei miei numerosi limiti, vorrei parlarvi d’altro!

Sono certa che questo periodo della nostra storia mondiale, contrassegnato da evidenti difficoltà, sofferenze, disagi e paure diffuse, quando sarà passato, ci lascerà qualcosa di estremamente positivo e spetterà solo all’intelligenza di ciascuno di noi coglierlo e farne tesoro.

Se, da una parte, la convivenza forzata può esasperare le intolleranze tra familiari e non, dall’altra può offrire anche l’occasione di riscoprirsi e comprendersi meglio, chiarendo le incomprensioni e appianando i rapporti, anche quelli che sembravano essere già irrimediabilmente deteriorati.

Da questo possiamo dedurre che solo offrendo alle persone la possibilità di dialogare ed il tempo per farlo, si possono superare le difficoltà e ripristinare i rapporti, perché non esistono contrasti insormontabili ma solo punti di vista e interessi diversi, che si nutrono sempre ed esclusivamente di difetto o assenza di comunicazione.

Tuttavia, a volte, le difficoltà di dialogo tra due o più persone possono essere tali che, per consentire una comunicazione efficace, c’è bisogno dell’aiuto di terze persone, non emotivamente coinvolte nel conflitto.

Per esempio, restando sempre nell’ambito familiare, se padre e figlio hanno un diverbio, solitamente, è abilità della madre parlare ad entrambi, in separata sede, e prospettare loro significati diversi da attribuire alle parole dette o sentite, sul cui fraintendimento (difetto di comunicazione) si è costruita la lite.

E dovendo stare in casa, non c’è verso di scappare fuori per evitare il confronto o il dialogo!

Inoltre, avendo preso pienamente coscienza che per uccidere un essere umano è sufficiente un singolo virus di dimensioni infinitesime, 600 volte più piccolo del diametro di un capello, mi auguro che molte persone inizino a riflettere sul fatto che, probabilmente, litigare e sprecare la propria vita, o buona parte di essa, facendosi la guerra non serve a nulla e a nessuno, quando si potrebbe tentare di vivere meglio e in pace!

A ciò si aggiunge l’ulteriore criticità della chiusura forzata della stragrande maggioranza delle attività lavorative e degli studi professionali, per un periodo ancora imprecisato, stante il permanere dello stato di emergenza sanitaria in atto.

Quale periodo migliore di questo per far comprendere alla gente che è sicuramente molto meglio un buon accordo oggi, piuttosto che una buona sentenza tra non si sa quando?

E poi, è anche un modo per continuare a svolgere in maniera soddisfacente e dignitosa la propria professione!

Lo smart working, o lavoro agile, altro non è che la possibilità di continuare a svolgere il proprio lavoro da casa, con l’ausilio di un PC che consenta anche di fare le videoconferenze.

Se i grandi del mondo, in questi giorni, restando ciascuno nel proprio Paese quando non nelle proprie abitazioni, riescono a riunirsi per discutere e decidere le sorti di milioni di esseri umani, a maggior ragione potremmo farlo tutti noi, ciascuno per la propria parte!

Che aspettiamo quindi? Diamoci una mano a superare insieme questo brutto momento, continuiamo a lavorare e a restare a casa!

Avv. Lucia Leone

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