La Mediazione Delegata e il primo incontro “informativo”

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Ritenuto che nel caso di mediazione c.d. “delegata” l’obbligatorietà della mediazione non deriva dall’oggetto/materia della controversia, ma da una valutazione operata dal giudice in relazione alla potenziale ” mediabilità” della lite, derivandone che tale vaglio non possa pertanto essere operato dalle parti al primo incontro informativo previsto dall’art 8 del d.lgs. 4 marzo 2010 n. 28, poichè esso – per l’appunto -è già stato fatto dal giudice stesso prima di decidere di demandare la promozione della procedura;

ritenuto pertanto che nella presente fattispecie debbono il mediatore e le parti, già in sede di primo incontro, iniziare immediatamente la discussione in ordine ai profili di merito della controversia, onde tentare di trovare una composizione amichevole della controversia … pena l’improcedibilità della domanda. [ Tribunale di Siracusa – Giudice dott. Alessandro Rizzo – ord. del 15 maggio 2018]

 

Il superiore passo, estratto dalla recentissima Ordinanza del 15 maggio 2018 emessa dal Giudice Dr. Alessandro Rizzo presso il Tribunale di Siracusa, ribadisce a chiare lettere, ancora una volta, la funzione importantissima della mediazione cosiddetta “delegata”.

Benché l’Istituto giuridico della Mediazione sia un ADR (Alternative Dispute Resolution), ossia uno strumento stragiudiziale per la risoluzione delle controversie, sempre più sovente gli stessi Giudici ricorrono ad esso, utilizzandolo come mezzo endo-procedimentale, per provare a far cessare la materia del contendere, anche quando la lite è già diventata un processo ordinario.

Non di rado, purtroppo, le parti e i loro avvocati si approcciano alla Mediazione stragiudiziale con estrema sufficienza e superficialità e, trovando molto spesso Mediatori poco preparati e “assertivi” – nella accezione psicologica del termine – o, peggio, svolgendo le mediazioni presso Organismi poco specializzati, comunemente definiti “verbalifici” dagli addetti ai lavori, bypassano l’Istituto vivendolo come un inutile filtro piuttosto che come una eccellente possibilità di risolvere la controversia, risparmiando tempo e denaro.

Accade così che i Giudici più attenti, studiando i fascicoli che gli vengono sottoposti, si accorgano che la fattispecie in esame possa trovare adeguata e, probabilmente, più soddisfacente soluzione se trattata fuori dalla rigidità delle preclusioni dettate dal sistema giudiziario.

In virtù di tali considerazioni e a prescindere dalla materia, quando il Giudice decide di demandare alle parti la proposizione di una mediazione, nel corso di un giudizio, tale decisione preclude alle parti la possibilità di non entrare nel merito della controversia avanti al Mediatore.

Il Mediatore, infatti, nell’incontro “informativo”, chiede alle parti se vi sia la “possibilità” e non la “volontà” di proseguire nel merito la trattazione della controversia, ossia se sussistano delle questioni preliminari ostative a tale prosecuzione ma, nelle Mediazioni “delegate” tale domanda non ha motivo di essere posta, poiché la risposta è intrinseca nell’Ordinanza emessa  dal Giudice, il quale ha personalmente valutato ex ante la “mediabilità” della fattispecie.

Molto spesso ciò avviene perché il Giudicante si rende conto delle diverse implicazioni di circostanze, soggetti o fatti che in sede giudiziale, spesso, non vengono adeguatamente esplicitati o ne restano al di fuori.

Utilizzando uno strumento versatile come quello della Mediazione, invece, le parti possono sicuramente avere una migliore e più soddisfacente risposta alle proprie richieste ed ai propri bisogni.

I Giudici che utilizzano la mediazione “delegata”, quindi, vanno molto apprezzati.

Il loro comportamento, infatti, dimostra la rara capacità di andare oltre la sterile lettura delle “carte”, sapendo dare il giusto rilievo alle “persone” e conferendo ad esse, in primis, e non più unicamente agli avvocati, la possibilità di esercitare la facoltà di scegliere una soluzione alla controversia, la più vicina possibile ai propri bisogni, non sempre solo di natura materiale o codicisticamente inquadrabili.

Avv. Lucia Leone

 

 

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Lucia Leone

Lucia Leone

Avvocato e Mediatore Senior.
Responsabile delle Sedi Territoriali di Augusta (SR) e Gravina di Catania (CT).
Lucia Leone
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