La mediazione negli altri paesi della UE: la Germania

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Come la Spagna, di cui abbiamo parlato nello scorso approfondimento, anche la  Germania ha provveduto a regolamentare al proprio interno lo strumento delle ADR in generale e della mediazione in particolare.

L’istituto della mediazione in Germania è stato regolamentato per la prima volta dalla Mediationgesetz – la legge sulla mediazione introdotta nel luglio 2012. Nella ricezione della Direttiva 2008/52/CE, il legislatore tedesco è andato oltre i requisiti minimi previsti da quest’ultima, dal momento che non si è limitato a disciplinare la sola mediazione in materia civile e commerciale transnazionale, ma ha esteso l’ambito di applicazione della legge a tutti i tipi di mediazione attuabili in Germania, a prescindere dalla singola materia oggetto della controversia.

Ad ogni modo, le materie in cui la mediazione è più diffusa sono quelle che riguardano il diritto di famiglia, le successioni e il diritto commerciale.

A differenza di quanto avviene in altri paesi europei, in Germania il mediatore gode, insieme alle parti,  di una certa libertà di manovra durante il procedimento, fermo restando il limite di non poter prendere decisioni  e rimanere soggetto indipendente e imparziale.

In particolare, la normativa sviluppata in materia stabilisce i principi generali della mediazione, definendone i concetti principali, e disegna la procedura di mediazione come uno strumento attraverso il quale le parti possono giungere volontariamente e sotto la propria responsabilità ad un accordo soddisfacente, senza dover ricorrere al Tribunale.

Pur non esistendo un vero e proprio codice processuale sulla mediazione, la legge pone degli obblighi in materia di pubblicità e fissa delle limitazioni utili a salvaguardare la figura imparziale e indipendente del mediatore, che, naturalmente, è vincolato ad un obbligo di riservatezza interno ed esterno alla mediazione.

Il codice di procedura civile tedesco, invece, incentiva l’utilizzo della mediazione sancendo l’obbligo, per le parti che intendano promuovere azione dinanzi al Tribunale, di dichiarare se abbiano o meno provveduto ad effettuare un preliminare tentativo di risoluzione stragiudiziale della controversia, in mancanza del quale il giudice può chiedere le ragioni e proporre lo svolgimento di una mediazione o di un altro procedimento stragiudiziale, sospendendo il giudizio fino al completo esperimento del tentativo.

La legge sulla mediazione non prevede degli incentivi finanziari per chi ricorre a questo strumento, ma quest’anno il Governo Federale dovrà presentare un resoconto al Bundestag sull’impatto che la mediazione ha avuto sul sistema giudiziario tedesco, dovendosi inoltre pronunciare su eventuali miglioramenti in merito agli obblighi formativi dei mediatori; al momento non esiste un vero e proprio profilo professionale del mediatore, il quale deve semplicemente assicurare di essere in possesso delle competenze tecniche necessarie per poter svolgere questa professione, di un’adeguata formazione e di un aggiornamento professionale.

La legge, poi, determina le conoscenze, le competenze e i metodi utili per ottenere una formazione adeguata, ma non sono richiesti titoli di studio particolari o lauree per fare il mediatore.  Le associazioni, le università, le imprese, alcuni enti e le persone fisiche possono provvedere alla formazione richiesta dal Ministero della Giustizia federale.

Gli onorari del mediatore professionista, che lavora autonomamente,  vengono pattuiti dallo stesso con le parti interessate, non essendoci una legge specifica sulle tariffe di mediazione.

L’accordo eventualmente raggiunto in mediazione potrà divenire titolo esecutivo in caso di intervento in mediazione di un avvocato o di un notaio.

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Antonello Matarazzo

Antonello Matarazzo

Mediatore at AR Net s.r.l
Responsabile di Sede.
Giurista d’impresa.
Mediatore civile e commerciale professionista
Counsellor iscritto nell’albo del CNCP (Coordinamento Nazionale Counsellor Professionisti).
Antonello Matarazzo
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