I liberi professionisti sono tutti a casa, come ogni cittadino di buon senso che osservi le regole, per cercare, con ogni mezzo possibile, di sconfiggere il nemico pericolosissimo e invisibile che si chiama COVID-19.
Gli studi professionali, per forza di cose, sono stati chiusi e con essi sono state sospese le attività di ricevimento degli assistiti.
I Tribunali sono chiusi e non si sa nemmeno quando si potrà riprendere la normale attività professionale.
Ma chi non ha uno stipendio fisso e, per ovvie ragioni, è abituato a lavorare sempre e pure tanto, può non lavorare per così tanto tempo? Può veramente permettersi un periodo così lungo di inattività senza reddito?
Se le attività strettamente giudiziarie sono, al momento e per ovvie e condivisibili ragioni, tutte sospese, non è lo stesso per la mediazione!
Così, mentre chi di competenza sta ancora decidendo quando e in che modo poter far fronte a questo momento, senza precedenti, di gravissima emergenza economica, un numero crescente di professionisti si sta organizzando per trovare un modo che consenta loro di continuare a lavorare!
Armati di tanta buona volontà, PC e stampanti, hanno trasferito nelle loro abitazioni il cuore pulsante e operativo dei loro studi e, rimboccandosi le maniche, non si sono dati per vinti al cospetto del coronavirus, raccogliendo l’ennesima sfida!
E così, sempre più avvocati stanno scoprendo le immense possibilità date da una procedura snella e priva dei lacci e lacciuoli a cui, invece, la giustizia ordinaria non può sottrarsi.
Sempre maggiori, dunque, sono le domande che ci giungono da parte di professionisti che ci chiedono di proseguire o iniziare le mediazioni, utilizzando lo strumento della videoconferenza, avendo già verificato che anche i propri assistiti potranno collegarsi dalle rispettive abitazioni, senza alcun pericolo e senza alcuna infrazione delle direttive vigenti in tema di emergenza sanitaria.
Per rispondere al numero sempre più crescente di richieste in tal senso, tutti i nostri mediatori, da sempre favorevoli all’utilizzo degli strumenti telematici, hanno dato la loro piena disponibilità a collegarsi dalle rispettive abitazioni, al fine di contribuire al concreto smaltimento dei procedimenti pendenti.
Questa attività svolta in smart working, tanto dai mediatori che dai professionisti, non ha nulla da invidiare a quella effettuata con modalità ordinaria, poiché che il mediatore è sempre nelle condizioni di fare ugualmente le sedute separate e quelle congiunte e, ottenere la sottoscrizione dei verbali, sia in maniera analogica che digitale.
La validità dell’accordo così sottoscritto non è minimamente inficiata, e nessuno dei partecipanti mette a rischio la propria salute.
Del resto, anche alcuni Tribunali pare che si stiano attrezzando per le udienze telematiche anche se, in considerazione dell’eccessiva formalità del processo, rispetto all’informalità di un procedimento di mediazione, sarà molto difficile che ciò avvenga in maniera diffusa ed in tempi relativamente brevi.
Cari colleghi, questa è la conferma che nessuno potrà mai fermare le nostre menti…tanto meno un virus!
A questo punto, per chi non si saprà adeguare ai tempi ed alle circostanze, il rischio sarà quello di non essere più competitivo sul mercato, rimanendo irreversibilmente indietro rispetto a chi, e sono veramente già tantissimi in tutta Italia, ha già raccolto questa sfida, riprendendo a lavorare, non aspettandosi molti regali dall’esterno!
Avv. Lucia Leone

AR Net (Organismo di Mediazione)
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